lunedì 1 giugno 2020

lunedì 1 giugno 2020

Viviamo in un mondo che va di fretta, che corre, che non dà spazio a nessuno, non aspetta.
Il mondo di oggi è considerato smart, siamo iper-collegati e tecnologici a tutti i livelli, tutto passa oltre; è una società che vive l'attimo, è una generazione che privilegia l'effimero di ogni ambito. Mode, notizie, persone durano lo spazio di un secondo, esattamente quanto ci mette un fiammifero a consumare lo stecchino di legno.
Poi più nessuna traccia.

Siamo sempre in cerca di stimoli nuovi, siamo affamati!
Affamati di cosa?
Non è possibile soffermarsi per più di poco tempo perché siamo abituati a ricevere continui input, ma non riusciamo ad elaborarli per creare qualcosa di valido.
C'è bisogno di far sedimentare e trasformare idee e concetti, ma viviamo in una dimensione compressa che schiaccia i sogni e i bisogni più veri.
Detesto con tutta me stessa la superficialità ad ogni livello.
La odio!!!
Non sopporto nel modo più assoluto questo non riuscire a trattenere le cose che contano, il non avere il tempo per pensare qualcosa che duri oltre nel tempo.
Ogni cosa è accessoria, niente è necessario.
L'unica fede è la pancia, che è l'espressione più bassa del bisogno di sopravvivenza.
Gli oggetti assumono importanza estrema, l'immagine è l'unico fulcro intorno a cui ruota l'interesse di tutti, come se essere "belli e fighi" fosse l'unico concetto che non conosce tramonto; i messaggi che arrivano da fuori contribuiscono ad accentuare questo non-valore, che nel mondo dei giovani è l'unica icona importante per avere successo, l'unico passpartout che apre magicamente ogni porta.
In questo stordimento è difficile fermarsi un attimo, chiederci chi siamo, far calare dentro ciò che più ci identifica e ci appartiene: il valore di essere uomini.
Anche le persone fanno la stessa fine degli oggetti...
"ti prendo-ti uso-ti butto-non mi servi più"

Chissà se nei contatti di oggi si genera qualche scintilla che accende il cuore.
Chissà se ciò che non serve più ha mai avuto un valore.
E' la fiera dell'indifferenza, della non-umanità, dell'ego portato all'estremo.

Forse sono io che non ho capito niente...