lunedì 30/03/2020

lunedì 30/03/2020


La scansione temporale di questo periodo è qualcosa che funziona come un "reset" all'interno della nostra anima, dove ci sono spazi più ampi ed in cui i suoni rimbombano come eco lontane... Se l'interno è vuoto, l'eco si fa sentire più forte fino a causare momenti di grave sconforto. Alcune persone con cui parlo in questi giorni mi testimoniano questo profondo senso di smarrimento e di angoscia per non poter vedere il limite finale di questa nuova realtà, per non riuscire a controllare, dominare, tenere in pugno...
Una mia collega ieri pomeriggio mi diceva che lei odia... odia... odia questa situazione perché lei è sempre iper-organizzata in tutto e la fa andare fuori di testa non poter "incasellare" le cose come fa sempre.

Mi sa che a questo giro dovremo rinunciare a fare i nostri bei programmini...

Sono affascinata dagli uomini del deserto che vivono il tempo della natura e del mondo adattandosi alle circostanze che ogni giorno potrebbero cambiare; è bello guardare questi uomini nei loro occhi, che sono acuti e profondissimi, abituati sempre a guardare verso l'orizzonte... lontano laggiù... e non verso il cortiletto sotto casa come facciamo noi.
Da quando è iniziato questo lungo tempo, c'è una coppia di cardellini che la mattina cinguetta e svolazza sulle mie piantine: è un canto molto bello di cui prima non mi ero mai accorta, non so se perché impossibile da sentire per via del traffico o perché gli uccellini "alloggiavano" altrove. Beh.. devo dire che mi piace molto essere svegliata da questo canto delizioso e mi mette di buon umore nei confronti della giornata. E' una cosa piccola piccola in questa tempesta globale grande grande, però ha il potere di regalare un raggio di sole nel cuore.
Le giornate poi sono sicuramente diverse anche nell'organizzazione di tante cose: mi riferisco al lavoro, alle occupazioni domestiche, alla didattica dei bambini... tante cose.
La sera però è il mio momento preferito, quando cala il sole e fuori c'è quell'atmosfera che vira dalla luce alle tenebre, ma è ancora una via di mezzo. C'è un silenzio bellissimo e fuori non c'è anima viva.
Ho preso l'abitudine di fare una giratina nei dintorni di casa verso le 19.00 o poco prima; ieri sera alle 20.00 ho fatto quattro volte in su e giù un pezzetto a corsa, avevo bisogno di dare una sferzata alle gambe che sono un po' troppo a riposo ultimamente.
E' stata una sensazione forte: ero praticamente nel mezzo del viale sotto casa, che è una strada piuttosto ampia e trafficata in tempi normali, e non passava nemmeno un'auto, nemmeno un cagnolino con il suo padrone! Tutti chiusi dentro... tanti diversi "bla, bla, bla" tra le mura domestiche! In quel momento mi sono divertita a pensare a chissà quanti discorsi diversi venivamo fatti in quel momento contemporaneamente dentro le case... tante situazioni, tanti scenari...

Non avevo assolutamente voglia di risalire su, si stava proprio bene in quel momento.
Con questo non voglio dire che mi sto dimenticando del motivo per il quale siamo tutti "agli arresti domiciliari" (come ho sentito dire da qualcuno in modo un po' sciocco), non dimentico le sofferenze e le vittime, che sono molte.
Vorrei che si provasse però a cogliere qualcosa di piacevole e positivo in tutto questo.
Ci sono davvero tante cose, anche se pensiamo che non sia così.
E sarebbe tanto bello uscire fuori da quelle nostre piccole prigioni, costruite da noi stessi, dove sentiamo sempre la necessità di programmare e di dominare la vita.
Alziamo gli occhi dal cortile di casa e proviamo a guardare verso l'orizzonte infinito che ci sta dinanzi.