martedì 14 aprile 2020

martedì 14 aprile 2020

Riguardavo in questi giorni alcuni miei libri personali, acquistati ormai da tempo, che parlano di un pittore da me molto amato: Vasilij Kandinskij.
Di solito non mi piacciono le geometrie rappresentate nei quadri, ma questo artista ha davvero un estro fantastico nel creare delle composizioni che dialogano secondo paradigmi inediti e mai esplorati. Le forme sono accostate in modo non casuale, ai colori viene dato un significato che attinge al mondo interiore, la musica è l'arte che si accompagna alla sua produzione pittorica.
Per Kandinskij il blu è il colore del mistero, della spiritualità, dell'indagine interiore, dell'emozione permeata dal sentimento.
Delle sue opere egli amava dire che "devono essere percepite con l'anima".
Infatti accade proprio così: bisogna riuscire a percepire la vibrazione dell'arte che passa attraverso accostamenti di forme e colori, bisogna ascoltarla con la parte più profonda dentro di noi.
La composizione geometrica, soprattutto riferita alla forma circolare che Kandinskij tanto amava, ed il colore blu, quello dell'introspezione spirituale e mistica, mi hanno fatto ripensare ai mandala tipici della tradizione asiatica.
Questi disegni geometrici possono essere a forma di cerchio, di quadrato, di fiore..., ma sono sempre basati sulla centralità della figura, sulla simmetria, su un certo rigore compositivo.
Il mandala ha molti significati simbolici a seconda della zona da cui provengono, ma il significato più universale è che sia un disegno che ha a che fare con il cosmo infinito, è simbolo di totalità che abbraccia il tutto, è un disegno che dona armonia e sacralità.
Al di là della bellezza di questi disegni e del tempo e la pazienza necessari per comporli, ciò che mi colpisce molto è il fatto che, una volta ultimati, vengono distrutti e le loro sabbie colorate vengono disperse.
Concetti che per noi occidentali sono difficili da capire e da accettare, abituati come siamo a conservare tutte le cose al proprio posto in un ordine perenne precostituito.
La caducità dell'attimo presente, che peraltro è l'unico in cui poter realmente vivere, è connessa al principio del non attaccamento. La lettura spirituale che ne scaturisce non mette a fuoco infatti un atto di distruzione, bensì un atto creativo che aggiunge senso, che dà valore al presente, che per assurdo si riconnette con il senso di armonia.
Dalla perfezione del disegno, quindi, all'atto di trasformazione che libera lo spirito, ricreando dal caos una nuova sinfonia cosmica densa di significati.

Splendida questa lezione: adoro che un disegno, sia nel caso di Kandiskij, sia nel caso dei mandala, abbia un significato tanto profondo da attingere sia alle immensità dei nostri spazi intimi e personali, sia alle vastità dell'estensione divina e cosmica. Dall'incontro di queste due entità, l'animo umano e la grandezza divina, si condensa il mio attimo presente intriso di senso, di significato, di rilevanza e da questo magnifico incontro trova espressione e vita... l'ARTE.
Sublime!!!