venerdì 12 giugno 2020

venerdì 12 giugno 2020

“Imparerai a tue spese che nel lungo viaggio della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.”

Con questa citazione di Luigi Pirandello, tratta da Uno, nessuno, centomila apro la riflessione di stasera sulla "doppiezza".
Indossiamo maschere per tante occasioni diverse e per i tanti ruoli che la società intorno a noi ci fa impersonare.
La maschera viene indossata verso l'esterno, ma anche nei confronti di noi stessi; la maschera verso il nostro io è la peggiore, quella che fa più male, quella che tenta di fare a pezzi il
vero autentico ed essenziale.

Nel turbinìo delle innumerevoli maschere non sappiamo più chi siamo veramente, forse ci fa comodo stordirci per non vedere cosa sta realmente dietro quella pseudo-sembianza.
Ho in mente un quadro di Magritte che incarna alla perfezione questo concetto: Il pensiero che vede rappresenta un uomo con la bombetta che di fronte ha proiettata l'ombra di sè, la non-forma.. o la forma oscura. C' è un fortissimo simbolismo fatto di richiami disorientanti ed enigmatici, ma all'occhio attento di chi sa leggere l'arte non può passare inosservato. Infatti mentre il vero io riflette un paesaggio diurno, la sua ombra delinea delle silhouettes notturne e all'altezza del capo è dipinto uno spicchio di luna, anch'essa luce "riflessa", che si trova ad avere lo stesso significato dell'ombra, ma al contrario.
In tutto questo c'è una presenza impalpabile ed invisibile grazie alla quale tutto viene orchestrato.
LA LUCE: essa proietta, illumina, rivela.
E quale migliore entità se non la luce impersona la verità?
La verità che smaschera tutte le finzioni con cui ci travestiamo di fronte agli altri e persino di fronte a noi.
Qual è la nostra verità? L'unica, vera e autentica verità che mette a tacere tutti i travestimenti del nostro ingegnoso e subdolo io?