venerdì 26 giugno 2020

venerdì 26 giugno 2020

Arrivare alla fine di questa giornata è stato impegnativo.

Si concludono qui gli esami dei ragazzi più piccoli, quelli delle medie (che si affiancano ai grandi del liceo), ed è stato un tour de force notevole, non solo per le ore e ore e ore di meet, ma anche perché a conclusione del tutto si devono tirare le somme.
Ecco, diciamo che mi sento come se fossi stata messa dentro un frullatore. Non per la stanchezza fisica... beh, sì, anche quella, ma soprattutto per le problematiche inimmaginabili che devono essere affrontate in certe sedi. Non posso entrare nello specifico, resta sicuramente una grande amarezza di fondo per tante cose che...

E volutamente non concludo la frase perché ci potrei attaccare tanti finali diversi.

Astraendo un po', mi domandavo il giudizio a cosa serve. E' quella cosa, come dice la parola, che serve a farci un'opinione, a dare un giudizio appunto, riguardo a un determinato argomento, in questo caso è relativo alle persone.
Non mi piace usare questa parola, perché fondamentalmente il giudizio non rende mai giustizia della situazione. Siamo fatti di tante, anzi tantissime, sfumature diverse che restituiscono colori diversi a seconda di molteplici variabili possibili.
Io non riesco a dare un giudizio perché mi sembra che sia limitante, mi sembra che sia come un "incasellare" qualcosa o qualcuno che ha una potenzialità infinitamente più grande!!! Perché non si può fare in modo diverso??? Mi ribello a questa cosa, non riesco a stare dentro a questa mentalità, è più forte di me!!!

Se si astrae ancora di più e ci si allontana un po' da questo discorso rendendolo più generale, credo che alla fine la vita sia un po' tutta un "incasellare" e un "giudicare" tante cose differenti. Si attaccano etichette senza nemmeno pensarci, viene completamente spontaneo da quanto ci siamo abituati. Nessuno si pone domande su come, perché, per quale ragione... non si indagano i motivi che stanno dietro e dentro le situazioni e le persone; invece c'è sempre una spiegazione a tutto, il più delle volte è qualcosa che sta nelle nostre profondità, molto spesso è qualcosa che nascondiamo in fondo al nostro cuore.
Il mondo non è interessato al fondo del nostro cuore.
MAI.
Si preoccupa soltanto di dare sentenze e trarre conclusioni affrettate che si fermano all'apparenza.
Si parte dalla scuola e poi si continua in questa modalità per tutti gli ambiti della vita.
L'importante è non andare a fondo, ciò che conta è non chiedersi il perché...
E' più facile non farlo, perché questo ci fornisce l'alibi di far tornare tutto come vogliamo.
Perché scendere nelle nostre e nelle altrui profondità è una cosa SEMPRE scomoda, è più facile non vedere, non porsi il problema, perché poi risolvere i problemi porta altri problemi, indagare le cause vere ci fa impegnare troppo e invece noi siamo pigri.

Sono andata lontano, forse troppo, ma stasera mi sento così.
Sbattuta da una tempesta interiore che mi ha fatto soffrire perché non sempre la "giustizia" può avere la meglio.
E purtroppo consapevole che nella vita il metro del giudizio verrà sempre e comunque applicato a tutti, senza tentare mai di capire nessun motivo che ci porta ad essere in un certo modo e che ci spinge a fare certe scelte.