domenica 14 febbraio 2021

domenica 14 febbraio 2021

Esistono capolavori letterari che non tramontano mai, sfidano i secoli e non potranno mai perdere il loro senso profondo, perché fondamentalmente raccontano la storia dell'uomo.

Oggi ho studiato Epica con mio figlio: parafrasi dell'Iliade, scontro tra Achille e Ettore.
E niente... è qualcosa che tocca talmente nell'interiorità che ci siamo ritrovati entrambi commossi con le lacrime agli occhi nel leggere del grande eroe Ettore, considerato quasi invincibile, che muore per mano del valoroso Achille.
E' indescrivibile la grandezza del poema, la minuziosità di dettagli psicologici che vengono tratteggiati, un capolavoro immenso che descrive l'UOMO.
Il grande Achille, toccato nel vivo a causa della morte dell'amico Patroclo, scarica tutta la sua furia cieca e assetata di vendetta sul povero Ettore, l'emblema dell'eroe umano, onesto e corretto fino alla fine, che cerca di proporgli un "patto" in base al quale il corpo di chi dei due morirà verrà restituito ai cari per poterlo piangere... è l'eroe-marito fedele innamorato della sua devota sposa, è l'eroe-padre amorevole che accarezza con dolcezza il piccolo figlio prima di andare incontro alla morte, dalla quale non può tirarsi indietro, perché l'onore di fronte al proprio popolo è qualcosa a cui il suo valore di uomo coraggioso non permette di sottrarsi.
E Achille sarà così spietato da non restituire il corpo dell'avversario e da non accontentarsi nemmeno di farlo a pezzi trascinandolo con il carro per tutta la città e lasciandolo in pasto ai cani e agli uccelli.
Chi non parteggia per questo grande eroe Ettore?
Non ci si può rassegnare di fronte a tanta ferocia, di fronte ad una vedova e a un orfano, ci sentiamo come se non esistesse una giustizia, che in qualche modo riesce sempre a rimettere le cose al proprio posto.

Ma qui no.
E spesso nemmeno nelle nostre vite.
La morte di Ettore viene descritta come un'anima che si stacca dal corpo volando via, quel corpo che abbandona la sua forza per dirigersi verso l'Ade, il regno dei morti.
E noi assistiamo impotenti e ammutoliti di fronte a tutta questa grandezza, ci sentiamo agitare dentro il cuore, perché non si può accettare tutto questo...
Ma Ettore resta eretto nella sua immensità di uomo in tutte le sfumature possibili: un uomo che sa amare prima di tutto.
Sa amare la sua dolce sposa, per la quale prova una pietà infinita nell'immaginare il suo futuro di schiava e prigioniera del nemico... sa amare con tenerezza suo figlio, al quale non risparmia gesti di amore prima di salutarlo per sempre... sa amare i suoi genitori, che lo dovranno piangere senza poter trovare consolazione... sa amare, infine, il suo popolo, per onore del quale si batte in qualità di cittadino che rispetta la parola data, importantissimo valore che connota una persona come dignitosa e corretta.
Restiamo sempre affascinati e colpiti da ciò che parla di noi, del nostro lato umano, autentico e vero, che mette a fuoco le nostre fragilità... che alla fine, resto sempre convintissima di questo, sono la nostra grandissima risorsa, sono per assurdo la nostra FORZA!

Meraviglioso quest'uomo quindi... che è un personaggio COMPLETO, declinato in tutti i possibili paradigmi dell'umanità!
Non si può non amare con tutta l'intensità che merita.
Un grandissimo capolavoro di poesia che trapassa tutti i tempi della storia.