domenica 16 agosto 2020

domenica 16 agosto 2020

Quando siamo in vacanza e si toccano luoghi diversi, anche tra loro distanti, si ha modo di ascoltare tante riflessioni sul Vangelo, a volte anche davvero molto diverse.

Questa settimana sono rimasta spiazzata da parole così semplici e limpide, che non ho potuto fare a meno di commuovermi in tanti momenti diversi della liturgia... ho pianto lacrime di gioia.
E' stato bello e quasi liberante ascoltare qualcosa che ho sentito autentico e senza troppi "abbellimenti", che a volte mi sembrano anche un po' forzati.
Dico questo perché invece in altri luoghi di vacanza purtroppo non è stato così; non è facile "portarsi a casa qualcosa su cui riflettere" dopo aver ascoltato il commento alla Parola della domenica. Non intendo né giudicare né condannare nessuno, però mi è successo anche di sentire tanta aridità e parole artificiose che non riuscivano ad arrivare al cuore.
Sarebbe molto bello se il "popolo" riuscisse a partecipare maggiormente divenendo una parte attiva della celebrazione, se si riuscisse ad interagire di più con "scambi", lo troverei bello e da certi punti di vista più umano.
Perché il Vangelo non è una bella teorizzazione di parole scritte tramandateci come se fossero un "raccontino".
Il Vangelo è Parola Sacra che diventa viva e pulsante se incontra il cuore dell'uomo e di tutti gli uomini. Se viene commentato con parole "belle" e basta, resta vuoto; invece va vissuto e si deve attingere il senso, il significato pieno e la linfa dalla vita di tutti i giorni e dall'Amore che riusciamo a condividere nella realtà attualizzata e incarnata.

Che ci facciamo con le belle paroline se non ci entriamo DENTRO e non le lasciamo decomporre pian piano nel nostro cuore per VIVERLE???
Se non facciamo questo tutti, nessuno escluso, arriveremo in fondo alla vita e ci saremo comportati bene e in modo perfetto, ma non avremo riportato la Parola nella nostra storia, sul nostro capo, adesso!