domenica 17 maggio 2020

domenica 17 maggio 2020

Quanta gente c'è la domenica pomeriggio alle Cascine!
A prescindere dal Covid-19 e relative restrizioni riguardanti gli assembramenti, non sopporto assolutamente i luoghi che sono un "carnaio" di persone, mi piacciono di più gli spazi intimi e riservati per godere della bellezza della natura in santa pace, ma quando gli amici dei figli chiamano.............
Beh, è stata una bella prova!
Centinaia di fiorentini muniti di ogni genere di mezzo sfrecciavano in ogni direzione, tutti elettrizzati dal fatto che questo è l'ultimo giorno prima delle riaperture di negozi, strutture e ristoranti.
Si ha modo di testare anche l'effetto serra all'interno della mascherina, che portata a lungo con una temperatura prossima a quella estiva, dà un senso di chiusura non indifferente.
L'impatto più forte è però quello di trovarsi in tanti in uno stesso posto.
Dopo quasi tre mesi di distanze fa un certo effetto scambiarsi di continuo con persone di ogni genere; essere immersi nella folla fa un po' timore, che di certo sarà ingiustificato, ma non si tratta tanto della paura di essere contagiati da qualcuno.
E' qualcosa di più profondo che si è insediato dentro quasi subdolamente: il non aver avuto contatti e l'essere stati bombardati in ogni modo sul divieto di vicinanza e di assembramento, sull'obbligo di distanze e di sanificazioni, non sembra... ma il cervello assorbe, assorbe tutto e quando ci si ritrova in una situazione che fino a prima dell'emergenza era ordinaria e normale, adesso "fa strano".

Sono questi gli effetti del "dopo" di cui parlano gli psicologi, tra cui lo stesso Recalcati che seguo sempre con attenzione come ho già detto.
In questa fase della "convivenza" si attivano meccanismi di difesa, alcuni dei quali non codificati perché mai vissuti prima.

E' difficile, forse più del previsto... mi sono sentita piccola e fragile... anche se si fa finta di nulla e si va avanti.