giovedì 16 aprile 2020

giovedì 16 aprile 2020

Oggi ci lascia un poeta.
Non conosco in modo approfondito questo famoso scrittore, se non per la famosa "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", poi tradotto in un film di animazione per piccoli e grandi.
Una vita intensa quella di Luis Sepulveda: combattente nel suo Paese, ha passato due anni in carcere a causa della sua indole rivoluzionaria contro il regime, ha sposato la stessa donna due volte a distanza di venti anni.
Per come sono cresciuta, un tempo forse mi sarei limitata a guardare dall'esterno una serie di avvenimenti non risparmiandomi di giudicare alcuni aspetti.
Oggi non mi sento più così. Chi può permettersi di giudicare le scelte fatte da un'altra persona?
Mi affascina, al contrario, pensare che qualcuno abbia vissuto con profonda intensità tanto da difendere le proprie idee fino ad essere arrestato per questo; vuol dire crederci fino in fondo! Credo che ci voglia molto coraggio.
Anche il duplice matrimonio con la stessa persona mi colpisce: un lungo arco di tempo tra queste due scelte che si sovrappongono e nel mezzo, di sicuro, molta vita da entrambe le parti; poi un ritrovarsi e riconfermare, forse con maggiore esperienza e consapevolezza, chissà... lo trovo bello.
E' vero quando si dice che non dobbiamo mai voltarci indietro rimpiangendo di non aver fatto qualcosa che sentivamo autentico, penso che sia un peso troppo grande da sopportare.
La frase-simbolo di questo scrittore che oggi ci saluta è presa dal tenero cartone animato che in tanti abbiamo visto: "Vola solo chi osa farlo".
E' strano, ma la scorsa estate mi è stato regalato da una parente un braccialetto con attaccato un ciondolo a forma di moneta incisa che riporta proprio questa frase.
La condivido, forse ora e oggi più che in altri momenti.

La piccola di gabbiano è rimasta orfana e può contare solo sull'aiuto del suo amico gatto per imparare a fare ciò che fanno tutti gli uccelli del suo genere; confessa all'amico di avere paura, ma lui la rassicura dicendole "Quando succederà, io sarò accanto a te".
Il senso della vicinanza tra "diversi" rafforza il rapporto di amicizia e alla fine lei riesce a vincere le sue paure, ma solo quando si trova costretta a farlo, quando cioè si trova sull'orlo del baratro.
La paura a volte impedisce di volare anche a noi. Le paure sono molte e di tanti tipi diversi, ognuno ha la sua storia, ognuno ha le sue debolezze e fragilità , i vissuti, gli insegnamenti, le imposizioni, le obbedienze.
Il desiderio di volare a volte è grande, ma la forza decisiva per farlo in certi casi difficile da tirare fuori; come sarebbe tutto più facile se ognuno di noi riuscisse sempre a VOLARE.
In modo semplice, diretto, pulito, scollegato da tante vincolanti pesantezze.
Penso che questo sia un insegnamento molto bello, che ha a che fare con la nostra forza interiore, con i nostri sogni, con l'idea di una libertà che possa identificarci come esseri umani indipendenti e sognatori.
Fino a quando saremo disposti a credere ai nostri sogni, sono sicura che riusciremo a volare.
Sognare a volte si riferisce a chi si rifiuta di crescere e resta legato al suo lato infantile, ma io non la vedo così; lo sento piuttosto riferito a qualcuno che riesce a conservare un animo puro e occhi limpidi ed incontaminati con cui vedere le cose, conservando il senso di meraviglia e stupore anche nei confronti di ciò che appare piccolo ed insignificante, perché è proprio lì che si nasconde il senso profondo della vita.
Auguro a questo delicato poeta di poter volare leggero verso un infinito che lo accolga.