giovedì 23 aprile 2020

giovedì 23 aprile 2020

Pochi giorni fa ho assistito ad una vicenda che mi ha colpito molto.
Lui e lei, legati da un rapporto di amicizia senza implicazioni affettive, si ritrovano a stretto contatto per un periodo di tempo in cui devono affrontare insieme determinate situazioni.
Ad un certo punto sentono di doversi fermare per un momento di riflessione e si provano ad aprire dicendo cose l'uno all'altra.
Una delle due persone in questione, mentre faceva la sua analisi del periodo trascorso insieme, si è bloccata e ammutolita, non riusciva ad andare avanti. L'altra in attesa di ascoltare il seguito.
Dopo un lungo e difficoltoso silenzio, la persona si è sbloccata dicendo all'altra uno strappato ti voglio bene, poi affrettandosi subito a precisare sei la prima persona a cui lo dico, non l'ho mai detto nemmeno a mia mamma...

Mi ha fatto sentire tanta tristezza ascoltare queste parole, mi sono sentita stringere dentro, ma non per la persona che ascoltava, a cui erano rivolte quelle parole, quanto per la persona che parlava... o meglio, che tentava di farlo..., ma era come "congelata".
In questo mondo di influncer e followers, di like ed emoticon, non sappiamo più dire a qualcuno che gli vogliamo bene.
Non riesco ad immaginare che una persona che potrebbe essere mia coetanea non sia mai stata capace nella sua vita di dire a nessuno ti voglio bene, in primis alla sua mamma.
Confesso di non conoscere nel dettaglio la vicenda, ma non credo che si trattasse di incapacità di amare, mi sento di poterlo affermare con convinzione. Era piuttosto un'incapacità di manifestare un certo tipo di emozione, un certo tipo di sentimento.
Ho pensato che se nella sua vita questa persona si fosse data una possibilità di dire ti voglio bene a qualcuno, sono sicura che si sarebbe sentita molto meglio con sé, perché non è il negare di dire qualcosa a chi ci sta di fronte, ma è il dare la possibilità a sé stessi di provare ad aprire una porta verso qualcosa di più grande.
Il cuore spesso si inaridisce per tanti motivi, a volte nemmeno riusciamo a rendercene conto, è sufficiente distrarsi un po' dal centro, lasciarsi andare e non dare nutrimento e cure alla parte più profonda di noi, che basta poco e ci troviamo duri come rocce, bloccati come massi.
Se invece lasciamo un piccolo spiraglio aperto, una porta piccola piccola, permetteremo all'Amore di Dio di riuscire ad entrare in modo delicato e in punta di piedi dentro di noi.
E' uno sguardo che cambia.
Se il cuore dell'uomo diventa la piccola casa del Cielo sulla terra, allora sì che si potranno compiere miracoli veri.
E non sarà possibile passare tutta la vita senza riuscire a dire ad un altro essere umano che vogliamo il suo bene.

In fondo noi dobbiamo fare uno sforzo così piccolo... il resto lo fa tutto Lui.