giovedì 7 gennaio 2021

giovedì 7 gennaio 2021

Rileggevo in questi giorni un sottile libriccino contenente alcuni brevi racconti dell'India che racchiudono il senso della saggezza vista dalla prospettiva orientale, che spesso ha molto da insegnarci riguardo alla scansione dei tempi di vita e dell'ottica con cui porsi in certe situazioni.
Il senso del tempo è vissuto in modo molto diverso da come lo concepiamo noi occidentali e questo esercita su di me un grande fascino, perchè credo che possa essere un semplice ma basilare fondamento di come affrontare tanto di "tutto il resto".
Con questo non significa che sposo in toto i pensieri che non appartengono alla mia cultura e alle mie tradizioni, ma alcuni spunti sicuramente possono aprire scorci interessanti.

In questo piccolo libro, dove sono riportati tanti pensieri diversi, anche tra loro non collegati, emerge con forza e decisione la figura del maestro, come esempio di saggezza che sa come porsi nei confronti della vita senza lasciarsi travolgere dagli eventi.
In effetti ho riflettuto a lungo su questa figura e ho in mente alcuni esempi tangibili di persone che potrebbero essere definite come maestri di persone che conosco.
La cosa che mi sento di dire con più forza è che un grande maestro, per essere definito tale, per essere all'altezza di questo appellativo e anche per meritare un profondo rispetto, ha il dovere di lasciare libero il proprio discepolo.
Un maestro che vincola in qualche modo con condizionamenti e mezze frasi, tentando di influenzare (non mi permetto di usare il termine "manipolare" perché altrimenti si entra in un altro settore e si va fuori tema) chi a lui si affida, non è un maestro.
E qui devo dire che comunque i confini sono davvero sottilissimi, perché a volte si possono creare vincoli quasi invisibili che si insinuano nei dubbi esistenti, anche facendo leva sui sensi di colpa per dare una direzione influenzata.
E il senso di colpa è subdolo.
A chi o a cosa serve il senso di colpa?
Ha senso forse?
No.
Non ce l'ha...
Non serve a niente e a nessuno.
Il senso di colpa è un'invenzione dell'uomo dell'epoca omerica, non ha nessun senso farsi appesantire da quel senso di storto e sbagliato.
NON CI VIENE CHIESTO QUESTO.
Lacerarsi nel senso di colpa è come fermarsi ad un punto senza provare a lanciare il nostro sguardo oltre.
Guardare avanti, invece, è elevarsi e superare il senso di pesantezza generato dalla COLPA.
La libertà è altrove.
Chi ci fa credere di essere liberi dicendoci un ambiguo "Fai te..." ci lascia l'illusione di essere noi a decidere qualcosa, a scegliere e a direzionarsi.
E' solo un'illusione però.
Infatti non potremo mai essere noi stessi e crescere in questo modo, purtroppo.
Lasciandoci condizionare continueremo a guardare a terra... verso il basso, impedendo a noi stessi di rivolgere gli occhi verso l'Alto, unico luogo dove sta la libertà autentica.
Il vero maestro, saggio, giusto e onesto, questo lo sa perfettamente.
E riesce a rispettare fino in fondo chi a lui si affida, svincolandolo e lasciandolo libero di sperimentare la propria "pesata" indipendenza, il valore della scelta e la direzione da seguire alla luce di una leggerezza di vita davvero riempita di senso.