lunedì 10 agosto 2020

lunedì 10 agosto 2020

Oggi è la notte delle stelle, o meglio dei desideri.
Desiderio viene dal latino de sidera, "mancanza di stelle", cioè avvertire la mancanza di quei segni celesti a cui si dava tanta importanza nelle culture antiche classiche, che scrutavano e leggevano il cielo per meglio comprendere la realtà. La percezione di una mancanza genera un sentimento di ricerca appassionata e di conseguenza una spinta dell'uomo verso una meta il cui raggiungimento in verità non è così rilevante.
Ciò che è rilevante è l'atto di desiderare in sé.
Ma quindi è davvero solo stanotte la notte dei desideri?
A me piace pensare che ogni notte dell'anno è la notte di San Lorenzo perché il cielo è pronto ad assorbire sempre i nostri desideri, a condizione che riusciamo a formularli.
Questa è la vera sfida.
La cosa più difficile infatti è riuscire a esprimere i desideri che per noi rappresentano il primo passo di qualcosa che ci porta "un po' più in là"; la cosa più complessa è proprio consegnare al cielo i giusti dedideri, perché prima di consegnarglieli, è fondamentale individuarli e questo richiede un grande sforzo di auto-definizione.
Chi sono io?
Qual è la strada che mi porta alla versione migliore di me stesso?
Di fronte al cielo siamo tutti uguali.
Di fronte alle stelle cadenti siamo tutti uguali.
Questa notte dei desideri ha però qualcosa di speciale.
Le stelle cadenti di per sé sono uno spettacolo bello da vedere, ma non sono ciò che produce un effetto; ciò che produce un effetto è esprimere un desiderio e ancor prima è capire qual è il desiderio da esprimere.
Il desiderio è mettere la prima pietra di una costruzione nuova in modo che possa rispecchiare la parte interiore e profonda di me stesso.
E' portare la propria vita a somigliare di più a quello che abbiamo dentro.