lunedì 19 ottobre 2020

lunedì 19 ottobre 2020


RENE' MAGRITTE - La pagina bianca


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Il silenzio della notte parla, pur nel suo impenetrabile silenzio.
Qual è il linguaggio della notte? Quali sono le parole?
La notte è capace di suscitare intense emozioni, quindi quello è il suo linguaggio, quella è la sua espressione.
Può suscitare un senso di pace o di paura, oppure può affascinare la bellezza del cielo stellato e della luna, come nel caso di questa tela di Magritte.
Un profilo di case nella parte inferiore sono la cornice di un'immagine ben più emotivamente coinvolgente: quella della luna "incastonata" tra le foglie, con uno sfondo notturno blu che sfuma di intensità e che ci avviluppa nel mistero della notte.
E' come restare rapiti e sognare qualcosa di lontano... o di vicino... o di lontano e vicino al tempo stesso.
Il pittore belga usa i simboli del Surrealismo, che attingono direttamente dalle parti inconsce di chi osserva, innescando un dialogo profondo che valica i semplici confini della realtà tangibile. E' un parlare all'anima attraverso la dimensione onirica, quella più vera e autentica, quella che risveglia ciò che la ragione combatte e si sforza di non vedere e di rimandare giù con estremo rigore.
Ma non ce la fa...
L'espressione si rivolge ad un mondo che non può essere toccato, ma può essere vissuto con una più intensa emozione; per l'occhio che sa andare al di là di ciò che vede, anelando all'ineffabilità di un sogno pressoché inafferrabile, tutto questo è intuitivo e quindi raggiungibile.
E sulla pagina bianca di Magritte - titolo di questa sua ultima opera - potranno allora essere scritte parole nuove dettate dall'autenticità del nostro essere, finalmente libero di potersi esprimere.