lunedì 31 maggio 2021

lunedì 31 maggio 2021

Nel Gattopardo leggiamo una significativa frase, che incarna molto bene lo spirito siciliano, che non viene pronunciata dal principe di Salina, bensì da suo nipote Tancredi: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi".

Questa frase, a ben vedere, nasconde un duplice significato, così vivido al giorno d’oggi: se vogliamo salvarci, è necessario un cambiamento.
Ma il cambiamento non deve aver luogo: non viene dall’esterno. Tutto deve rimanere com’è, se vogliamo che tutto cambi. È forse, questo, il cuore di ogni reale rivoluzione: non abbiamo bisogno di gesti eclatanti, di grandi sospiri e trionfalismi. Il cambiamento deve avvenire all’interno, occupando le parti interiori della nostra anima come l’acqua occupa un recipiente, perché, passata la sbornia dei proclami, davvero tutto rimanga com’è.
Ecco il duplice significato: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è; se tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente.
(Fraccacreta)

L'ambivalenza retorica di chi augurava un cambiamento di facciata del governo, affinché però i poteri reali rimanessero sempre gli stessi, si delinea nettamente in una frase che è diventata l'emblema del conservatorismo sotto un'ipocrita dichiarazione di cambiamento.
Se ci pensiamo bene, il significato può essere esteso in modo metaforico a molti ambiti, a molti ambienti, a molte persone che conosciamo.
E' uno spunto sottile, acuto, tagliente... come solo il carattere della terra di Sicilia può concepire.
Questo "Qualcosa doveva cambiare perché tutto restasse com'era prima" è una lettura che mi è arrivata da tre persone diverse nel giro di pochissimi giorni, è curioso.
E mi ha fatto anche molto riflettere su tante situazioni...
... quanta verità...