lunedì 6 aprile 2020

lunedì 6 aprile 2020


Oggi ho avuto modo di essere in contatto con una persona che conosco e che vive vicino a Vicenza. E' una persona con cui ho degli scambi molto profondi, potrei definirlo come un "amico di anima" anche se ci sentiamo e ci vediamo molto di rado.
Lui ha avuto delle esperienze spirituali molto simili alle mie, per cui è facile "sintonizzarsi" sullo stesso livello perché ho come la certezza di poter essere compresa senza fraintendimenti.
E' bello quando è così, credo che sia un dono grande.

Proprio da questo contatto di oggi parte il mio pensiero di stasera, che ha a che fare con la libertà.
Questo è un tema assai ampio e ci sono davvero tantissime sfumature a cui fare riferimento.
La libertà però nel nostro OGGI ha un valore molto diverso.
E' molto facile in questo presente sentirsi costretti e obbligati a non poter fare tante cose che solitamente diamo un po' per scontate, proprio perché fanno parte della nostra routine.
Sarebbe però piuttosto banale fermarsi a pensare che la LIBERTA' sia soltanto l'impossibilità di andare dove vogliamo e quando vogliamo, la limitazione a fare quello che ci pare.
Questi sono gli aspetti più superficiali, sono come lo strato di polvere che soffio via da un oggetto quando non lo tocco da molto tempo.
Eppure tante persone in questo momento si lamentano proprio di questa "non-libertà".
La libertà in realtà ha a che fare con tantissime piccole sfaccettature che stanno all'interno di noi.
Nell'antichità greca la libertà era una condizione vincolata al destino, che veniva vissuto come uno stato di accettazione da parte dell'individuo.
Secondo correnti filosofiche più vicine all'età contemporanea, la libertà si intreccia con i concetti di autonomia volta alla realizzazione di sé stessi, in altri casi è connessa ad ambiti sociali, politici ed economici, o ancora come condizione che permette di eliminare i vincoli della tradizione.
Non ho in realtà una risposta per questo tema. Per fortuna!
L'unica cosa che sento è che la libertà, per come la vivo applicata alla mia esperienza, è una condizione molto profonda del nostro essere che non credo possa essere scissa dal concetto di verità.
Se ci lasciamo andare a seguire il "senso del vero e dell'autentico", non possiamo che trovarci di fronte alla libertà profonda del nostro essere, quella che ci fa respirare aria pura e limpida come quando ci troviamo in montagna.

C'è una scena di un film che non posso dimenticare: Andy Dufrense, impiegato di banca, è condannato all'ergastolo e sconta la sua pena in prigione, nonostante si proclami innocente.
Il film è LE ALI DELLA LIBERTA' e non ha bisogno di presentazioni.
Ad un certo punto il protagonista entra nella "stanza dei bottoni" e mette un vinile di musica lirica, il cui suono si diffonde all'area dove in quel momento si trovano tutti i detenuti.
E' un momento molto bello non perché lui fa quello che vuole trasgredendo le regole (infatti chiaramente sarà punito), ma perché la sua condizione interiore in quel momento gli permette di sentirsi profondamente libero mentre compie questo atto.
Sono due cose molto diverse.
Riporto qui la frase che viene pronunciata dalla voce narrante durante questa scena:
“Ancora oggi non so cosa dicessero quelle due donne che cantavano, e a dire la verità non lo voglio sapere. Ci sono cose che non devono essere spiegate. Mi piace pensare che l'argomento fosse una cosa così bella da non poter essere espressa con delle semplici parole. Quelle voci si libravano nell'aria ad un'altezza che nessuno di noi aveva mai osato sognare. Era come se un uccello meraviglioso fosse volato via dalla grande gabbia in cui eravamo, facendola dissolvere nell'aria, e per un brevissimo istante tutti gli uomini di quella prigione si sentirono liberi.”

La nostra verità è quel "brevissimo istante".
E la verità ci rende liberi.