martedì 21 aprile 2020

martedì 21 aprile 2020

Il momento forte della storia che stiamo vivendo si sta imprimendo dentro di noi con estrema potenza.
Ci sono tante grandi e piccole cose che riferiamo a questo tempo e che anche in futuro ci riporteranno alla mente questi giorni particolari.
Non mi sto riferendo alle abitudini che tutti noi, per forza di cose, ci siamo ritrovati a dover cambiare adattandoci alla situazione; le abitudini sono quelle che è più facile modificare in fin dei conti, sono un insieme di gesti che facciamo in modo più o meno ripetitivo e, se non proprio uguale, comunque simile con scansione quotidiana.
Parlo di cose più profonde, che si avvicinano al confine dei bisogni interiori.
Che cos'è un bisogno interiore...?, mi chiedevo oggi pomeriggio mentre facevo questi pensieri; la giornata sicuramente aiutava perché il vento freddo, non proprio primaverile, accentuava lo spazio di riflessione.
Ho fatto un piccolo cammino dentro di me per arrivare alla risposta; chiaramente è stato un processo inconsapevole che è venuto fuori tramite una serie di collegamenti, come sempre avviene per i pensieri.
Diciamo che questo tempo che è stato trascorso in questo modo "diverso" mi ha portato a cercare "cose" di un certo tipo. Mi spiego meglio: man mano che scorrevano i giorni si sono creati come degli intrecci nuovi di consuetudini che hanno a che fare con quello che davvero voglio e desidero. Per esempio un tipo di musica che non avevo ancora avuto modo di ascoltare e che ha creato in me uno stato d'animo di serenità. La ricerca di libri da leggere o rileggere perché ben si adattavano a trovare parole e storie adatte al momento. Il tentativo di entrare in alcune dinamiche di certe opere d'arte per provare ad andare oltre l'apparenza e cogliere aspetti mai valutati. Perfino certi gusti o profumi di un certo tipo sono legati alle circostanze presenti. E ancora tanto altro!
Non voglio perdermi in inutili meandri, il fuoco del discorso che stasera sento vivo è che le cose che ho cercato in tutto questo periodo hanno un significato preciso.
Non so dire se sono cose che c'erano anche prima, ma forse non è quello che mi interessa di più. Sono sicura che sono cose che ci saranno, perché ne ho apprezzato profondamente la vicinanza in un momento rilevante. Queste cose non hanno soddisfatto il vuoto della mia solitudine, perché in tutta sincerità in questo frangente ho provato tanti stati d'animo differenti, ma la solitudine mai.
Anzi... piuttosto il contrario! E questo "contrario" con grande forza ed energia, perché penso che sia stato uno dei periodi più di pienezza che abbia mai vissuto.

Ciò che ho sentito di tenere vicino in questo lungo tempo è stato qualcosa che ha soddisfatto il mio bisogno interiore, perché mi ha nutrito.

Nutrire è una bellissima parola, è una bellissima azione, è il bisogno primario che viene soddisfatto. In questo caso non è legato a qualcosa che viene da fuori, come il cibo, è legato a qualcosa che viene da dentro, quindi infinitamente più grande!
Il nutrimento è il primo bisogno che ci viene istintivo; una cosa che mi ha sempre impressionato profondamente in senso positivo è che quando ho fatto il corso di preparazione al parto, l'ostetrica ci diceva che un esserino appena nato, se appoggiato sul ventre della madre, riesce, tra infinite difficoltà, date dal fatto che ancora non ha acquisito quasi nessuna capacità, a strisciare fino al seno della mamma che lo ha appena partorito.
E lo fa per nutrirsi.
La natura è di una meravigliosa potenza che non si può neanche raccontare!
Una creaturina inerme che va dritta verso dove si sente portata dal suo bisogno... stupefacente!

Ho fatto questo parallelismo, distaccandomi volutamente dal discorso, per spiegare meglio cosa intendo per bisogno di nutrirsi.
Lo riferisco, nel mio caso ed inserito in questo contesto, a qualcosa legato al mondo dell'interiorità, ma il senso non cambia.
In una fase di stravolgimento così grande non è possibile accontentarsi delle briciole e di cose superficiali, che restano all'esterno. Quello che ho cercato, io come forse tante altre persone, in questo momento è ciò che davvero ho sentito indispensabile per nutrirmi e per soddisfare la mia necessità di innalzarmi.
Là fuori c'è un mondo che scalpita per tornare a ruggire come e più di prima, ma prima di aprire il lucchetto del lockdown è molto importante chiederci cosa ha nutrito in tutto questo tempo il nostro bisogno interiore.
La risposta, prima di "tornare nel mondo", sta lì e non da altre parti.