martedì 28 aprile 2020

martedì 28 aprile 2020

Lunedì prossimo (4 maggio 2020) si avvicina e tante persone sono pronte a "scaldare i motori" per riappropriarsi di quegli spazi che sono stati loro "espropriati" per molte settimane.
Tutti gridano alla LIBERTA' perché la reclusione forzata ha causato molti squilibri da diversi punti di vista.
Innanzitutto bisognerebbe essere responsabili nel riappropriarci pian piano dei nostri spazi; mi sorprende chi alza la voce in questa situazione, è evidente che abbiamo un forte desiderio di ripristinare molte cose del "prima". Va fatto per gradi però, perché le persone che hanno pagato con la propria vita sono state moltissime e non possiamo puntare i piedi come i bambini quando vogliono a tutti i costi il lecca lecca.
Sono sicura che la saggezza dei popoli orientali saprebbe ancora una volta mettere a fuoco il nocciolo della questione da un altro punto di vista, forse più lontano, ma più consapevole e non appiccicato davanti a degli occhi privi di profondità e di intelligenza.
Per essere LIBERI e riconquistare la LIBERTA' - intesa qui in un senso molto ampio e che sappia spaziare per ogni ambito possibile - non serve agitarsi tanto.
Un uomo davvero libero dentro non si agita mai per cose di poca importanza.
Il senso della libertà di coltivare diritti, passioni, culti, abitudini deve essere talmente grande da poter andare oltre... OLTRE!

Il senso della libertà oggi si incarna nel viaggio, tutti si affannano a prenotare mete sempre più lontane e appetibili. Io credo che se davvero ci limitiamo solo a voler esibire i luoghi dove siamo stati o ci limitiamo a riempirci di tante belle immagini vuote, perdiamo di vista il SENSO che il viaggio in luoghi lontani ci può regalare.
Se non siamo in grado di fare tesoro dell'esperienza preziosissima che è l'entrare in contatto con culture differenti e con modi di pensare completamente diversi da quelli a cui siamo abituati, il senso del viaggio e di libertà sarà sempre lontano... lontano... lontano...
Allarghiamo le vedute, interiorizziamo ciò che vediamo e con cui veniamo in contatto assorbendolo, accettando le tante diversità che ci caratterizzano, accordiamo le declinazioni dei popoli su un unico grande strumento che suoni una medesima musica di armonia... allora sì che il viaggio avrà un senso profondo, allora sì che riusciremo ad aprire gli orizzonti e ad andare oltre uno sguardo che si ostina a restare cieco pur vedendo, allora sì che le foto di cui vogliamo impossessarci per fermare il momento perderanno di significato e lasceranno spazio solo ai grandi paesaggi della memoria del cuore, allora sì che avremo la forza e la capacità per sentirci finalmente LIBERI!!!
E tutto ciò che si può vivere nella dimensione GRANDE, si ritrova a maggior ragione nella dimensione PICCOLA che tra poco ci troveremo a riaffrontare.