mercoledì 1 aprile 2020

mercoledì 1 aprile 2020


Quando esco per fare un giro a piedi mi capita di osservare che a terra sono state lasciate mascherine usate e guanti in lattice e questo provoca in me una profonda tristezza perché penso che, nonostante i lampanti segni che si manifestano, siamo di un'ottusità devastante.
Il mondo reclama il suo ruolo ed il suo spazio che l'uomo tenta di dominare da troppo tempo; ma forse non tutto è perduto a giudicare dalle foto che circolano in questi giorni in cui si vedono luoghi di ogni angolo del pianeta completamente solitari... è la terra che si sta ritagliando la sua bella pausa, il suo "spazio di meditazione".
Sembra un controsenso, ma vedere queste immagini non mi dà tanto l'impressione di solitudine, quanto di profonda libertà.
Una nota positiva in questa vicenda.

Secondo alcune fonti poi pare che addirittura si siano "dovuti fermare" alcuni conflitti che perduravano da tempo, ma la paura di spargere il contagio ha avuto il potere di bloccare la guerra... almeno per il momento.
Altra nota positiva in questa vicenda.

Stamattina mi è successa una cosa particolare, che sento di voler collegare a questo discorso: preparavo una lezione di Storia dell'arte sul Cubismo e su Picasso, artista che non amo particolarmente. Quando sono arrivata ad osservare il famoso quadro Guernica, da lui dipinto in occasione della guerra civile spagnola, ho colto un particolare che non avevo mai visto: al centro in basso c'è un fiore tenuto in mano da un personaggio sdraiato a terra.
Mi è piaciuto vedere che, nel quadro-simbolo della lotta contro ogni guerra, in cui sono rappresentati molti personaggi scomposti e privi di colore, è stato inserito un piccolo segno di possibile speranza, di auspicabile cambiamento.
Alla fine è un po' vero che anche questa potrebbe essere definita una guerra: certo, con caratteristiche molto diverse da quelle che siamo abituati a dare a questa parola, ma la battaglia in questo caso non è rivolta tanto verso l'altro, quanto nei confronti di noi stessi.
Il mondo ci sta aspettando, medita in silenzio come per voler ritrovare un'identità che gli è stata strappata ed in questa situazione noi possiamo fare sicuramente qualcosa di importante.
E allora il respiro del mondo potrà tornare limpido e vigoroso...

E allora la guerra potrà fermarsi anche senza pandemia...
Perché nel mezzo di tutta questa distruzione e di tutta questa morte che atterrisce, c'è già un fiore che vive... in questo momento è forse piccolo e non viene notato da nessuno, ma dentro c'è la vita che pulsa di nuova linfa.