mercoledì 15 aprile 2020

mercoledì 15 aprile 2020

Rifletto in questi giorni su tanti pensieri che si alternano in diverse ore del giorno.
Penso anche a quello che mi dice più di una persona che conosco e che ascolto volentieri: alcuni mi hanno detto che la fase della mancanza della socialità si sta affievolendo e che, ora come ora, a tratti evitano volutamente di avere contatti, anche solo telefonici o virtuali, con altri da cui vengono cercati. E' una sorta di rifiuto.
Anche la gestione emozionale di ognuno di noi passa attraverso la fase 1, la fase 2, la fase 3 evidentemente.
E' chiaro che non può restare cristallizzato questo nuovo stato e che si attraversino fasi altalenanti... è davvero affascinante la psiche dell'uomo nel modo che ha di approcciarsi alle vicende che nella vita gli si presentano.

Dalle nostre personali "scatoline", che altro non sono che le nostre case e i nostri mondi, osserviamo all'esterno con un senso di incognita sul futuro che si fa strada dentro di noi.
Non so perché, ma tutto questo mi ha riportato alla mente la vicenda di Van Gogh, quando fu internato per molte settimane in un ospedale psichiatrico per curare la sua personalità fortemente squilibrata a causa delle vicende della sua vita.
Dalla stanza del suo ospedale, però, dietro le sbarre della sua finestra, c'era qualcosa che gli permetteva di sognare. Nel periodo che trascorse lì dentro, infatti, produsse molte opere, la sua vena artistica era irrefrenabile ed è stato in questo periodo che sono stati portati a termine capolavori della portata della tela NOTTE STELLATA, ad esempio.
Per me questa cosa è stupefacente.
Non tanto l'opera..., sì certo, anche quella, ma soprattutto il modo di porsi che aveva in una circostanza come quella.
La situazione che viveva, sicuramente non facile, non gli impediva infatti di immaginare meraviglie lontane, di raccontare i sogni della sua anima tormentata, di guardare oltre le sbarre della sua finestra.
Quanta bellezza infinita da una sofferenza così pesante!!!
E' troppo bello, è davvero la vita che si fa spazio nell'oscurità!
Forse questo piccolo aneddoto potrebbe aiutare anche chi in questo momento prova molto disagio e sente un grande sconforto.
Se anche noi guardiamo fuori dalle nostre finestre possiamo scorgere molta bellezza!
Non è soltanto l'essere creativi, è di più... di più...! E' avere uno sguardo diverso, uno sguardo "colorato" che ci porta ad accettare i momenti più complessi con un'animo luminoso, profumato, colmo dell'entusiasmo di vivere!
Abbiamo un potenziale così sconfinato..., dobbiamo soltanto aprire gli occhi e rendercene conto.
Non c'è notte tanto buia da far calare una tenda per sempre.
Dice un proverbio orientale "Gli occhi sono inutili, se la mente è cieca".
E allora apriamoci alle infinite possibilità che abbiamo dinanzi.
Vincent ce lo insegna attraverso la sua testimonianza: anche dalla realtà più triste e stretta, si possono generare meraviglie, si possono immaginare bellezze indescrivibili, si può accendere il cielo di tante stelle luminose che rischiarano la cupa notte.