mercoledì 18 agosto 2021

mercoledì 18 agosto 2021

Tu che cosa vuoi diventare?

Questo quesito, un monito che naturalmente attraversa la vita di tutti, dopo questo ultimo anno e mezzo è diventato ancora più grande, più ingombrante, più difficile da ignorare.
Ognuno di noi sta cercando la propria risposta: c'è chi si vuole dedicare di più alla famiglia, chi vuole cambiare lavoro, chi desidera cambiare città o andare a vivere nella natura... tornare alla vita di prima oppure cambiare totalmente.
C'è anche chi ha sofferto molto, chi ha perso persone care o chi non ha più un lavoro.
Ma non è una questione di privilegi, di chi ha avuto più o meno "fortuna".
E non è nemmeno una questione di età; tutti in questo lungo tempo ci siamo confrontati con rapporti, con questioni in sospeso, a volte persino con fantasmi che preferivamo non vedere o che non riuscivamo a vedere affatto.
Adesso sono lì, di fronte a noi, e ci chiedono: tu che cosa vuoi diventare? Chi sei?
E non esiste una risposta valida per tutti. Stiamo vivendo un periodo di cambiamento radicale e veloce a cui ognuno tenta di dare risposte proprie in relazione a come ci si pone e anche a quali processi personali sono stati innescati.
La vita senza bivi è una strada dritta: per quanto possa trasformarsi il paesaggio intorno o cambiare velocità e avvicendarsi le stagioni, non proveremo mai la paura che anticipa un cambiamento di direzione, l'avventura che c'è in ogni "chissà", quando la via che abbiamo davanti si dirama e una scelta si apre.
Capita a volte di non riconoscersi più e non c'entra quello che facciamo e che abbiamo sempre fatto, c'entriamo noi. E' un problema con noi stessi.
E' lì che diventa urgente chiederci chi siamo e cosa vogliamo diventare... c'è necessità di capire, di fermarsi e pensare. E in questo modo cominciamo a ridisegnare noi stessi.
Non so dire se occorra coraggio, forse...
Ma c'è di più, tanto di più...

Perché arriva il momento in cui non si ha più paura e, accettando molto di noi - fragilità, errori, timore del giudizio degli altri - arriva anche il giusto tempo per saltare oltre.
Qualunque cosa ci sia dall'altra parte.
E qualche giorno fa ho riportato la frase scritta sul retro del libro di Vannucci, che esorta a buttarsi nel mare per scoprirlo e viverlo, per conoscere ciò che ci è stato preparato da PRIMA.
Da PRIMA.
Sta a noi scorgere, essere attenti e ricettivi per rispondere alla forza rinnovatrice che anima il nostro spirito, perché ciascuno di noi è chiamato a vivere e a cogliere il dono profondo e spirituale per il quale è stato concepito nella mente di Dio.
C'è una bellissima citazione di M. L. King che nella parte finale dice:

Cercate ardentemente di capire a cosa siete chiamati
e poi mettetevi a farlo ardentemente.

Penso che non sia mai troppo tardi per cercare e scoprire.
Ci sono "talenti" che maturano insieme al nostro cammino e che magari prima non erano visibili o non eravamo ancora pronti noi... poi per tanti motivi ad un certo punto riusciamo a scorgere nuove possibilità, nuovi orizzonti, nuovi profili di esistenza... sempre in pienezza.
Ciò che mi affascina è che l'onda divina di questo mare di cui parla Vannucci è sempre in movimento e pronta a rinnovarsi, non è mai statica, non si ferma su sé stessa... ma prosegue.
Prosegue con noi.
Se noi lo vogliamo.
O meglio... se noi glielo permettiamo.
Altrimenti andrà avanti comunque.
Non ci forza, non ci obbliga.
Vero è che se noi però riusciamo a vedere nel nostro cuore a cosa siamo chiamati, le cose intorno cambiano. Non solo per noi stessi, ma è tutto il mondo intorno che cambia di conseguenza. Perché nel momento in cui il nostro cuore è aperto e disposto... credo che tanto "infinito" possa fluire in modo libero, credo che affidarci sia qualcosa di cui non avere paura, ma al contrario possa essere il nostro volo verso la Libertà, quella che ci consegna nel disegno del Grande Creatore, quella che è stata pensata apposta per me e solo per me, quella che ci rende aperti agli altri e che quindi per conseguenza cambia anche il modo in cui relazionarci con il mondo.
Sembra semplice e bello e armonico detto così.
Ma è la cosa più difficile della vita.
Perché si tratta di capire chi siamo e cosa vogliamo diventare, ciò che scrivevo all'inizio, sia per noi stessi in quanto così concepiti da Dio, ma anche per la totale pienezza a cui possiamo aspirare.
Pienezza di vita.
Pienezza in Dio.
E' vocazione che ci rende pieni e colmi di luce per risplendere proprio di quel dono che il Signore della Storia ha pensato per me e per nessun'altra creatura.