mercoledì 19 gennaio 2022

mercoledì 19 gennaio 2022



In questi giorni a scuola si vive una situazione paradossale: le classi sono decimate e si ricevono di continuo comunicazioni di studenti che restano a casa per seguire le lezioni on line.

Chi hai visto ieri in classe, domani… anzi “da domani” non c’è più.

E’ come un bollettino di guerra.

Non è tanto il fatto che si tratti di una cosa grave o pericolosa, quello no.

Sono tutti vivi e vegeti, grazie a Dio, e il più delle volte tutto si risolve in pochi giorni di assenza con sintomi lievi.

La cosa impressionante è proprio la situazione in sé… come fuori da un tempo reale, non so come dire.


Da orario, tra il lunedì e il martedì vengo a contatto con più di 100 studenti di età variabile tra gli 11 e i 19 anni. Di questi una buona percentuale la ritrovi sul meet strada facendo… come fai a non farti delle domande?
E ti addentri nelle classi con un po’ di incoscienza, anche perché non ci sono alternative e per fortuna non c’è tempo per pensare.  

Non sono il tipo a cui piace stare seduta immobile alla cattedra, non è il mio posto credo. Mi piace troppo di più gironzolare di continuo e parlare con loro tra i banchi, amo il contatto con i ragazzi, la relazione e le risate di cuore che facciamo spesso!
In questi momenti però non ci penso alla "contagiosità" della situazione, ma si respira comunque qualcosa come di "scollato" dalla realtà.


Non lo so cosa penserò di tutto questo tra una decina d’anni, chissà dove sarò e cosa farò.

Ma fa impressione.

Quando ci sei dentro e lo vivi immerso dall’interno, posso assicurare che ti lascia un’impronta indelebile.