mercoledì 20 maggio 2020

mercoledì 20 maggio 2020

Abbiamo tutti ripreso le nostre attività più o meno e con qualche piccolo-grande accorgimento in aggiunta a prima.
Già.
Pensavo alla spazzatura.
Sì, proprio alla spazzatura, quella che è diventata l'icona della "libertà" durante la quarantena.
Quante foto ho visto postate sui social di persone che uscivano con il "sacchettone" e si facevano fotografare durante questo atto, che normalmente classifichiamo come "infimo" e da sbrigare nel minor tempo possibile. Invece no, durante la "reclusione" ha acquistato importanza come mai prima, perché mai ci eravamo resi conto prima di quel momento di quanto fosse bello e piacevole, o forse semplicemente NORMALE, scendere dalle nostre case e andare al cassonetto più vicino per sbrigare questa faccenda.
Nel momento in cui tutto si è fermato ed eravamo bloccati in casa, prigionieri dei nostri spazi personali, anche solo l'idea di poter uscire pochi minuti a prendere una boccata d'aria sembrava una conquista impossibile ed agognata!!!
Personalmente non ho messo nessuna foto, mi sembra un modo superficiale di vivere quello di voler continuamente condividere tutto ciò che facciamo (dal cibo che mangiamo al colore dello smalto per le unghie... tra poco posteremo anche il tipo di carta igienica che utilizziamo nella toilette!), però confesso che la giratina per gettare il sacchetto sotto casa anche a me ha dato l'illusione del brivido di libertà in quei giorni. Mi rendo conto che è poca cosa, ma è quando ci viene tolto tutto che viene ad acquistare valore qualcosa che solitamente non notiamo, non apprezziamo e mettiamo in secondo piano.
Bene, il punto sta proprio qui.
Oggi che ci facciamo con quel sacchetto di spazzatura?
Tornerà ad essere l'oggetto maleodorante che disprezziamo anche toccare e che tutti i componenti della famiglia si rimpallano perché nessuno ha voglia di buttarlo via?
Oppure, alla luce del vissuto recente, cominceremo ad apprezzare anche questa piccola azione quotidiana ed acquisterà valore anche ciò che prima vedevamo come estremamente insignificante?
Non siamo qui a voler attribuire alla spazzatura valori trascendentali che mai potrà avere, è solo l'occasione che mi offre una cosa considerata INSIGNIFICANTE di capire come ci possiamo porre NOI di fronte alla realtà futura. Tutto qui.
Se il concetto di spazzatura lo applichiamo anche ad altre cose, ad altri ambiti e alle persone, ci accorgeremo che quello che ha acquisito un valore in un momento particolarmente significativo, oggi deve essere visto in modo diverso, sotto una luce rinnovata e non accantonato e bypassato, altrimenti non abbiamo recepito la profondità della lezione.
Ciò che ha contato nei 70 giorni di clausura ha un valore diverso e più grande.
Le azioni, le cose, le relazioni che hanno assunto un valore in quei giorni... è lì che si gioca la partita, è lì che c'è un valore da interiorizzare e da estendere anche verso il domani, è lì che dimostriamo se l'evento che ci ha investito è riuscito a portare dei cambiamenti positivi e a cambiarci gli occhi. Altrimenti useremo metaforicamente come "spazzatura" tutto quello che in questo lungo tempo ci è stato accanto, ci è servito per capire ciò che prima non era chiaro e si è rivelato a noi nella sua essenzialità profonda.
Perché se torneremo a comportarci come prima e come se niente fosse, vuol dire che abbiamo perso un'importante possibilità di fare nostra la lezione.
E se riusciamo a comprenderlo, il buttare il sacchetto oggi lo vedremo come un'azione diversa... non scontata, anche se minima.