mercoledì 21 ottobre 2020

mercoledì 21 ottobre 2020

Qualche sera fa è stato mandato in onda un film che apprezzo molto, credo uno dei miei preferiti: CAST AWAY.
E' molto famoso e non c'è bisogno di stare qui a raccontarlo.
La cosa che mi colpisce maggiormente è la lentezza del film, i suoi profondi silenzi che mi affascinano, il percorso che fa l'uomo nella sua completa solitudine.
E' molto bello assistere ad un crescendo che mostra come il protagonista si attrezzi per far fronte alla sua condizione di naufrago privo di tutto. Non è solo questo però che mi piace, perché questa fase si ferma un po' alle cose più superficiali, riferite cioè alla sfera "avventurosa" di come sa organizzarsi l'uomo in situazioni estreme.
E' ancora più affascinante lo scavo interiore e psicologico che compie il protagonista e che procede di pari passo con tutto il resto.
Man mano che passa il tempo, infatti, diventa molto difficile non poter comunicare con altri esseri umani, pertanto il protagonista investe di una personalità propria un pallone su cui disegna le sembianze di un volto umano. In sostanza si crea un alter con cui avere una parvenza di rapporto, con cui parlare e avere un dialogo.
Il ritmo procede lento, scandito dagli scorci della selvaggia isola tropicale.
Questo è un film profondamente diverso da altri che propongono scene forsennatamente veloci e in cui un dialogo tra due persone non dura mai più di una decina di secondi.
Qui no.
La natura detta e decide le regole e l'uomo si adegua, come accadeva all'inizio della storia, ancora prima del Paleolitico.
Bellissimo questo rapporto uomo-natura!
Bellissimo perché estremo e primordiale, selvaggio e spietato.
Però vero e autentico.
E' uno spaccato della solitudine dell'uomo di fronte a sé stesso e di fronte all'immensità.
La solitudine come condizione di unica compagnia è un paradosso inaccettabile, in cui eco solitarie di un non-senso ancora da vivere risuonano nei profondi meandri dell'anima.
In un contesto del genere, staccarsi e fermarsi a riflettere è inevitabile.
Magari capitasse più spesso anche nel nostro presente: STACCARSI e FERMARSI A RIFLETTERE.
Qualcosa di magicamente affascinante e meraviglioso...