mercoledì 6 maggio 2020

mercoledì 6 maggio 2020

Forse non lo avevo mai letto o non lo avevo letto mai completamente o sono passati diversi anni, ma mi è tornato tra le mani il famoso discorso che Steve Jobs ha fatto agli studenti universitari di Stanford. Devo dire che è davvero toccante e lascia senza parole, lo percepisco come un augurio forte a ragazzi pieni di aspettative sul futuro.
Particolare la vita di quest'uomo di successo planetario, uno dei più grandi imprenditori che siano mai esistiti e che ha costruito un impero partendo da sotto zero.
Ma la sua costanza e la sua determinazione assoluti, il credere con caparbietà a ciò che lo stava chiamando anche contro le evidenze della vita, gli ha reso merito dandogli ragione.
E' molto appassionante leggere le sue parole quando dice che si deve inseguire quello che sentiamo dentro, quello verso cui ci sentiamo inspiegabilmente trasportati, a volte anche al di là di ogni logica umana, ma il CREDERCI è la possibilità reale che ci viene elargita di realizzare quello che sta dentro di noi.
Vorrei riportare qui la parte che mi colpisce di più di questo lungo discorso:

La morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario. (...)
Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Non conosco, al di là di questo discorso, il personaggio di Steve Jobs e non so quali fossero i suoi credo, la sua fede, il suo culto, ma questi sono concetti che si possono applicare a qualsiasi credo e a qualsiasi fede, sono parole di una bellezza universale.
Ci ostiniamo a volte a voler per forza fare distinzioni e mettere confini stabilendo le regole del MIO e del TUO culto, quando facendo così dichiariamo la nostra limitatezza nel non voler accogliere un Dio universale. Cosa importa come lo chiamano gli altri popoli?
Le differenti religioni hanno seminato il sangue nella storia volendo imporre ognuna il proprio Dio alle altre, quando basterebbe spaziare, allargare lo sguardo e le braccia per ritrovarci tutti uguali, tutti fratelli e affamati di Dio.
Il Dio unico che ha posto per accogliere tutti.

Il discorso di Steve Jobs è bello perché ha la capacità di arrivare al cuore, perché è brutale nel dire una semplice verità che ci lascia nudi e inermi di fronte al grande mistero della vita.
E' vero che non dobbiamo dare ascolto alle altrui opinioni che a volte hanno la capacità di offuscare l'intuizione più pura che c'è in fondo al nostro cuore, lo condivido molto profondamente.
Forse quando la morte si avvicina, si ha la capacità di leggere tutto in maniera più chiara e di "unire i puntini" - come diceva lui - di tutti gli eventi della vita che in quel momento non siamo riusciti a cogliere.