sabato 16 aprile 2022

sabato 16 aprile 2022



Il grande silenzio del sabato santo non è un silenzio vuoto, è invece un silenzio gravido. È come l’istante prima di un salto, o come il respiro profondo che si prende quando bisogna fare qualcosa di importante. Tra la Croce e la Pasqua c’è un mare di silenzio che bisogna attraversare in silenzio. Bisogna farsi discepoli di quelle donne che, prima che sorgesse il sole, si misero in cammino verso la tomba di Gesù. Sono convinte di dover ungere un cadavere, ma si ritroveranno ad attraversare il vuoto della tomba. Quel profumo che doveva servire per un morto diventa il profumo di un vivo. Ma cosa avranno pensato lungo quella strada? La vita ci fa convincere di molte cose, e la Pasqua è la messa in discussione delle nostre convinzioni sedimentate proprio a causa di quello che abbiamo vissuto. Tutti abbiamo macigni che non sappiamo come spostare e che ci pesano addosso, molto spesso fermando i nostri cammini e soffocando le nostre speranze. “Chi ci rotolerà via la pietra dal sepolcro?”, si domandano le donne del Vangelo. Ma quando arrivarono lì, quella pietra era già stata tolta da un Altro. Bisogna, però, imparare ad arrivare fin lì, a non fermarsi prima, a non cedere alla tentazione di non crederci più. Tutta la nostra vita è un lungo e intenso sabato santo in attesa del giorno senza più tramonto.

L.M. Epicoco




Il silenzio di cui parla questo commento è bello, profondo, denso.

Ci possiamo mettere dentro tutta la nostra vita condensata nell’attesa delle prime luci dell’alba pasquale. Mi piace questa descrizione e mi ci ritrovo. Il sabato santo è un giorno lungo, che sembra non finire mai, si resta nell’attesa di qualcosa di Grande che sappiamo dovrà accadere, manifestarsi, rendersi tangibilmente VERO.

E mentre attendiamo, succedono tante cose: ci avviciniamo, ci allontaniamo, siamo assaliti da dubbi, incertezze, a volte invece siamo rapiti dall’estasi di Dio. E’ bello questo cammino fatto di passi anche incerti, ma autentici, come quelli che la vita di ognuno di noi ci porta a compiere.

L’attesa è grande, bella, colma e feconda di Speranza.

Bisogna dare un SENSO, però, a questa attesa, perché vivere senza avere il coraggio di affacciarsi alla vita non penso che possa far parte della storia di un cristiano.

Ci sono molti passi da compiere, ma ad un certo punto le nebbie si rischiarano e i cerchi si chiudono, trovano un loro compimento, una loro pienezza…

La Pasqua è la pienezza di Dio che scende su di noi soffermandosi dentro le nostre vite.

Che i nostri occhi umani possano sempre essere capaci di vedere, cogliere, intuire questa Grandezza.