sabato 16 gennaio 2021

sabato 16 gennaio 2021

La pratica del "fare la spia" viene appresa fin da piccolissimi.
Ci pensavo oggi perché in almeno tre occasioni alcuni ragazzi sono venuti a spiffermarmi a turno quello che stavano facendo di "non adeguato" certi loro compagni.
Proprio questo comportamento tra coetanei mi ha dato oggi l'occasione di fare una riflessione su questo tipo di atteggiamento di cui fin da bambini comprendiamo il meccanismo e che alcuni adulti continuano e mettere in pratica anche negli anni succesivi della vita.
Fare la spia infatti ci dà l'opportunità di descrivere i comportamenti sbagliati che hanno gli altri, ma soprattutto ci pone di fronte a chi ascolta in una posizione di integrità... o finta tale.
NOI. Non l'altro che denigriamo.
Che squallore umano... e mi riferisco agli adulti chiaramente, che al contrario dei bambini sanno perfettamente che questo modo di fare non è esattamente da persone corrette, è la pratica di chi pugnala vigliaccamente l'altro alle spalle.
Le persone corrette e trasparenti invece hanno la stoffa, diciamo così, per affrontare le persone di cui criticano i comportamenti, parlano loro guardandoli negli occhi senza abbassare lo sguardo e non fanno sotterfugi e giochi "sottobanco".
Fare la spia sui comportamenti sbagliati, però, non rende automaticamente una persona giusta, integerrima e senza macchia, al contario!
Ci mostra per quello che si è, né più né meno di coloro che tanto ci preme di criticare e denigrare.
E voglio anche aggiungere una cosa: la persona veramente corretta e seria non porge l'orecchio a questo genere di parole, perché nel momento in cui ascolta, valuta e si fa sorgere il dubbio, cade anche lui nel trabocchetto di questo meschino "gioco" che non ha mai fine e che tutto è tranne che un insegnamento nei confronti della trasparenza tra esseri umani.