sabato 3 ottobre 2020

sabato 3 ottobre 2020

Labirinto

E ora qualche passo
da parete a parete,
su per questi gradini
o giù per quelli,
e poi un po’ a sinistra,
se non a destra,
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia,
da ovunque, verso ovunque
fino al crocevia,
dove convergono,
per poi disperdersi
le tue speranze, errori, dolori,
sforzi, propositi e nuove speranze.

Una via dopo l’altra,
ma senza ritorno.
Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te,
e laggiù, a mo’ di conforto,
curva dopo curva,
e stupore su stupore,
e veduta su veduta.
Puoi decidere
dove essere o non essere,
saltare, svoltare
pur di non farti sfuggire.
Quindi di qui o di qua
magari per di lì,
per istinto, intuizione,
per ragione, di sbieco,
alla cieca,
per scorciatoie intricate.
Attraverso infilate di file
di corridoi, di portoni,
in fretta, perché nel tempo
hai poco tempo,
da luogo a luogo,
fino a molti ancora aperti,
dove c’è buio ed incertezza
ma insieme chiarore, incanto
dove c’è gioia, benché il dolore
sia pressoché lì accanto
e altrove, qua e là,
in un altro luogo e ovunque
felicità nell’infelicità
come parentesi dentro parentesi,
e così sia
e d’improvviso un dirupo,
un dirupo, ma un ponticello,
un ponticello, ma traballante,
traballante, ma solo quello,
perché un altro non c’è.

Deve pur esserci un’uscita,
è più che certo.
Ma non tu la cerchi,
è lei che ti cerca,
è lei fin dall’inizio
che ti insegue,
e il labirinto
altro non è
se non la tua, finché è possibile,
la tua, finché è tua
fuga, fuga.

Wisława Szymborska

Che descrizione realistica e allo stesso tempo delicata riesce a delineare questa poetessa polacca nell'affrontare il tema del LABIRINTO.
Il labirinto che affonda il suo fascino nella notte dei tempi, fin dalle civiltà pre-elleniche.
Ma soprattutto labirinto come metafora della vita.
Quante volte, quando non sappiamo cosa fare o cosa decidere, ci sentiamo smarriti, indecisi, irresoluti e sbandiamo di qua e di là come se fossimo spaesati ed impauriti dalle circostanze.
Una via è sempre possibile, basta avere tanta pazienza e provare a seguire bagliori di luce lontani lontani... che forse, con il passare del tempo, possono avvicinarsi a poco a poco.
Non è semplice per nessuno, figuriamoci nei momenti difficili.
Si prosegue a tentoni, ma la grande novità è che qui viene come capovolto il modo di pensare ordinario e a cui siamo abituati.
Se si cambia punto di vista, infatti, non siamo noi a cercare una via d'uscita, ma è lei a cercare noi.
Non sempre ci facciamo trovare...
Perché?
Perché siamo molto bravi a rendere complesso ciò che a volte è semplice, siamo bravi a non vedere la soluzione che abbiamo sotto il naso, siamo bravi a restare insensibili e a dare molte cose per scontate... quindi non riusciamo a vedere la via d'uscita perché fondamentalmente non riusciamo a trovare noi stessi.
Se invece riusciamo a togliere tutte le stratificazioni e le incrostazioni che ci portiamo sempre dietro e che ci condizionano, riusciremo a vedere le cose soltanto attraverso gli occhi del cuore, che sono sincerità, purezza ed essenzialità... sono la Verità che stavamo cercando, che altri non è se non la via d'uscita del labirinto. 
Sopravvivere nell'apparenza non è mai la scelta giusta.
La Luce splende per tutti noi.
Basta accettare di farsi illuminare!