sabato 8 agosto 2020

sabato 8 agosto 2020

Il mio collega di Italiano, persona di rarissima intelligenza e sensibilità che ADORO, mi ha fatto conoscere questa bellissima poesia di Khalil Gibran, poeta di origine libanese che personalmente apprezzo moltissimo e la cui tematica prevalente è quella dell'amore spirituale.
Riporto qui questo splendido scritto, quasi un canto di bellezza; Gibran utilizza parole calibrate, usa sfumature di una delicatezza estrema, si percepisce chiaramente la componente mistica.
Lascio a chi legge questa piccola perla preziosa:

Dicono che prima di entrare in mare
il fiume tremi di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.
E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo
sparire per sempre.
Ma non c’è altro modo.
Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.
Il fiume deve accettare la sua natura
ed entrare nell’oceano.
Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano,
ma di diventare oceano.
(Khalil Gibran)

Chi ne sa più di me, mi riferisce che la versione del testo originale ha tutto un altro pathos, ma noi ci acconteniamo così, a me sembra stupenda anche in questo modo!!!

Buonanotte