venerdì 18 marzo 2022

venerdì 18 marzo 2022



Forse perché siamo entrati in un tempo importante che ci conduce verso la Pasqua, ma sento risuonare ancora più forte la sofferenza nei confronti di questo conflitto che da quasi un mese ormai scandisce il nostro presente. Mi sembra qualcosa di anacronistico ai tempi di oggi che si possano ancora generare tensioni così forti e dure da arrivare a varcare un limite vietato, eppure nel 2022 c’è ancora chi litiga per “un pezzo di terra in più”, che poi non è solo questo, ma tanto altro.

Ci sono di mezzo interessi, potere, vecchie ruggini storiche… di fatto siamo tutti chiamati in causa! Ci sentiamo DENTRO anche noi, un po’ perché gli equilibri internazionali sono sottili e fragili e tutti temiamo che la questione possa prendere una piega più ampia, un po’ perché il popolo che subisce l’attacco dimostra una fierezza ed una coesione davvero eccezionali e questo ci coinvolge e ci fa sentire tutti vicini.

Ci sono tanti conflitti nel mondo, eppure questo è diverso.

Si va avanti a colpi di sciabola metaforica cercando di sfinire gli avversari (che sono tanti e non uno solo…), seminando il terrore attraverso proclama apocalittici e tentando di andare sempre più a un millimetro dal baratro.

E’ un dolore profondo assistere a tutto questo… un dolore nei confronti dell’uomo che è sempre troppo lontano, è cieco, accecato dalla sua sete malsana che lo ucciderà sempre.

Alla fine, nonostante le nostre singole paure, poco importa di come finirà.

Sarebbe la cosa più bella del mondo se l’uomo riuscisse a dimenticarsi di sé stesso e offrisse le proprie mani, le proprie risorse e i propri talenti per metterli a disposizione dell’ALTRO.

Invece il SE’ è al centro.

Per poter cambiare occhi e cuore, al centro ci dovrebbe stare Qualcun’altro invece.