venerdì 23 ottobre 2020

venerdì 23 ottobre 2020

La scuola in questo momento sta attraversando una bufera.
Non è possibile riuscire a raccontare tutto ciò che si vive e si prova lì dentro a stare con i ragazzi, è un momento davvero delicato e ci sono in ballo tanti aspetti diversi.
Mi esprimo sia come persona che lavora all'interno di questo "meccanismo", sia come genitore, quindi da punti di vista molto diversi.
Ci sono polemiche e fiumi di parole che si stanno spendendo in modo davvero sciocco e imponderato, notizie che fuoriescono in una forma e che vengono completamente distorte tornando al mittente stravolte.
E' facile esprimere molti disappunti e pensare che si possa sempre fare un passo in più di quello che viene fatto, ma se si conoscesse quanto lavoro e quanta fatica ci stanno dietro, forse si potrebbe cambiare atteggiamento. C'è tanta disinformazione; e purtroppo ci sono anche arroganza e supponenza. E ripeto che parlo da due prospettive opposte, da mamma e da insegnante.

Questa settimana per me è stata molto dura...
Passano sotto gli occhi tante cose, impossibile restare insensibili, come si fa?
A me non riesce.
Accadono cose nuove in ogni istante, gli aggiornamenti si avvicendano a ritmo rapido, dobbiamo plasmarci ed essere pronti ad adattarci a qualunque forma e a qualunque "modalità" e questo a volte è difficile. Nel senso che si fa tutto, ma le tracce restano ben visibili.
Da fuori non ci si rende conto, si pensa che sia tutto facile e risolvibile in tre passi, ma non è esattamente così che stanno le cose, ci sono tanti aspetti da valutare e la burocrazia purtroppo è una grande nota dolente che ora più che mai manifesta la sua inadeguatezza.
Tra colleghi ci stringiamo in squadra, escono poche parole per esprimere quello che viviamo e che ogni giorno è sempre più complesso; l'équipe tra noi è bella da vivere e dimostra che la cooperazione positiva tra esseri umani può davvero cambiare tante cose.
Trovarsi nel mezzo di questa tempesta e respirarla dal "di dentro" ha tutto un altro sapore..., ci provo a restare "nel centro".

E ad un tratto leggo una frase che mi fa capire quanto io sia infinitesimamente piccola..., ma sono parole che mi danno speranza...


Oh Dio, il tuo mare è così grande...
... e la mia barca così piccola.

(Thirteen Days - Kenneth O'Donnell)