venerdì 26 novembre 2021

venerdì 26 novembre 2021


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E torno sulle sculture del maestro Roggi, che mi sconvolgono di bellezza pura!

A settembre è stata inaugurata una nuova opera di Andrea Roggi in via dei Georgofili a Firenze: si intitola “L’albero della pace” e ci sono un uomo ed una donna intrecciati insieme, le cui braccia proseguono tramutandosi in rami di olivo, i cui piedi si trasformano divenendo radici. 

Lo trovo di una poesia e di una delicatezza senza fine.

Anche a Spello c’è un’opera di Roggi. Luogo particolare e significativo, almeno per me…

E’ curioso come questo artista punteggi di sue opere luoghi particolari e come io mi trovi sempre come risucchiata dalla sua magnifica arte che mi attrae fortissimamente.

Forse perché parla della vita.

Della Vita.

Ci si trova sempre davanti a questa dualità inscindibile di uomo-donna, di lui-lei, di maschile e femminile: i poli, le diverse prospettive del mondo, le due parti perfettamente combacianti.

Resto ferma immobile a guardare mentre l’arte di questo maestro mi trasporta verso l’oltre, non riesco a descrivere la sensazione.

Trovo bellissimo e affascinante che un artista riesca ad esprimersi con questa potenza visiva, che è al contempo un lirico elevarsi verso l’altezza di Dio, il quale è presente tra quei due corpi che si uniscono nell’estrema sensualità di un abbraccio senza barriere, un abbraccio che permette alla pelle dell’uno di toccare e accarezzare completamente la pelle dell’altro. Perché è qui che risiede l’Amore, la grande parola che testimonia che Dio ci ama e che ci permette a sua volta di amare e di amarci l’un l’altro.

L’amore infinito nei confronti dell’altro si tramuta nel desiderio di lui o di lei: è come un magnete che ci trasporta, come un’onda che travolge impetuosamente; non è un abbassarsi, detesto chi cataloga l’unione come bassezza solo perché i retaggi secolari ci hanno abituati a vedere noi stessi come separati tra anima e corpo, tra mente e carne, tra alto e basso, tra buono e cattivo. L’uomo è intero, l’uomo è tutto-uno, fatto di mille preziosità rilucenti. Quando il desiderio verso un tu si rende palpabile, è l’anima in primis che desidera, è il cuore che aspira all’unione. Perché il cuore e l’anima dell’altro ci incantano a tal punto che il sentimento pervade tutto il nostro essere. E poi certo, c'è una nudità, perché di fronte a chi amiamo siamo sempre nudi, sprotetti, senza mascheramenti; ma non dimentichiamo che la prima ad essere nuda è l'anima, non il corpo.

Sicuramente la società in cui viviamo manda messaggi di tipo diverso e siamo abituati a vivere i corpi senza più nessuna censura; lo spazio per l’immaginato, ossia ciò che di più sottilmente sensuale esiste, è azzerato, raso al suolo, tutto viene sbattuto in faccia.

Ma qui no.

Qui il lirismo di quella forza potentissima che è l’amore supera i confini e si palesa nel nudo svelamento delle anime e dei corpi, superbamente modellati nel bronzo.

L’Amore si riveste di splendore, non ci sono bassezze, ma un elevarsi in quel seme del desiderio che è l’anima più profonda e vera della Vita. Quando accade di avvicinarsi così con chi si ama più di noi stessi, Dio è presente e si incarna in quell'amore.


La grande forza simbolica del maestro Roggi mi affascina, mi rapisce perché racconta di una bellezza piena e perché viene ritratto l’amore che avvolge l’anima nella sua interezza: lui, lei, spogliati nel corpo e nell’anima e rivestiti solo di pura luce.

L’amore come avrei desiderio di vivere anch’io, in modo totale e avvolgente, perché così è quando affonda nella radice della Verità.


E ho fatto una delle mie cose pazze, perché l’arte di Roggi mi calamita così tanto che ho sentito il bisogno di contattare il maestro scultore: mi sono presentata e ho spiegato quello che faccio, poi gli ho proposto una collaborazione per qualcosa di artistico....


... e lui mi ha risposto di ….!!!!!!!!!!



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