sabato 6 giugno 2020

sabato 6 giugno 2020

Ci sono cose che non cambiano nel corso dei secoli e non potranno mai cambiare.
La fame e la sete di potere e di affermazione da parte degli uomini purtroppo non passa mai di moda ed è qualcosa con cui costantemente ci ritroviamo a fare i conti. Riguarda tutti, nessuno escluso, perché ognuno vuole il suo "momento di gloria" e ha bisogno di sentire affermato il proprio individualismo.
Anche le persone che apparentemente fanno finta che questo non conti e che all'esterno fanno mostra di umiltà, in fondo in fondo accarezzano con cupidigia l'idea dell'acquisizione di particolari privilegi, in tutti gli ambiti possibili: si parte dalla scala più bassa e su su fino all'ultimo gradino che può essere raggiunto man mano che si sale. Essere nominato "qualcosa" o "qualcuno" fa gola a tanti; ci nascondiamo dietro ai "No, non lo merito, meglio un'altra persona, succederà quello che è meglio...", quando lo sapppiamo molto bene, in fondo a quel cuore avido di approvazione altrui e di considerazione anche da parte di noi stessi, che non è così.
Che pena... che pena infinita il cuore nero dell'uomo!
Ma il problema non si ferma qui, purtroppo.
Il fatto è che, per innalzare il nostro EGO cieco e sordo al richiamo dell'umiltà vera e autentica, calpestiamo l'altro... gli altri. Calpestiamo l'essere umano che ci sta accanto per far prevalere noi stessi, distruggiamo i rapporti per la brama del potere a cui aspiriamo, allontaniamo e buttiamo via chi amiamo pur di ricoprirci di oro luccicante agli occhi del mondo.
False parole, parole vuote... quelle che diciamo per giustificarci quando siamo in corsa per nomine, ruoli, cariche, poltrone!!! Almeno si ammettesse "Sì, accidenti, voglio innalzare il mio ego più in alto di tutto, voglio superare gli altri e sedermi sull'agognato trono, rinnegare perfino l'affetto che abita nel mio cuore!". Saremmo tutti più onesti e coerenti! Invece non abbiamo la forza di dirlo, non abbiamo il coraggio di ammetterlo. Subdoli e meschini che non siamo altro!
Sarebbe meglio chiederci, nell'intimo tra noi e noi quando nessuno ci sente, "Ne vale davvero la pena di distruggere persone e rapporti per il lustro che mi conferiscono le tanto ammirate piume della coda di pavone?".
Sono sicura che laggiù in fondo troveremo la risposta... e non credo che ci riuscirà di giustificarci con mille scuse anche di fronte allo specchio!!!